A livello nazionale il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio
opera in vari settori, tra cui la tutela delle acque interne, la difesa del mare
e la salvaguardia ambientale. Il Ministero organizza e promuove studi e
rilevamenti, ed ogni due anni è tenuto a presentare al Parlamento una relazione
sullo stato dell'ambiente. Per la programmazione degli interventi viene
predisposto, d’intesa con le Regioni, un apposito piano triennale per la tutela
ambientale.
Il Ministero si articola in sei direzioni generali, tra cui
menzioniamo la direzione per la difesa del suolo. Tale direzione programma e
coordina gli interventi dei rappresentanti del Ministero in materia di difesa
del suolo nei comitati tecnici delle
Autorità di
bacino di rilievo nazionale, regionale e interregionale, raccogliendo e
diffondendo i dati che queste pubblicano attraverso la stesura dei Piani di
Bacino.
Il Ministero esplica la sua attività di amministrazione e controllo
avvalendosi di varie strutture (Es.
Consiglio
Nazionale Ambiente,
Comitato Nazionale per la lotta alla Siccità e alla
Desertificazione), ciascuna col suo campo di azione. Sotto la vigilanza del
Ministero operano:
ICRAM - Istituto Centrale
per la Ricerca Scientifica e tecnologica Applicata al Mare, il quale svolge
attività di ricerca e conservazione dell’ambiente marino, ispirandosi ai criteri
dello sviluppo sostenibile.
APAT - Agenzia
Nazionale per la Protezione dell’Ambiente e per i servizi tecnici, che si dedica
ad attività di ricerca, informazione e salvaguardia ambientale. L'agenzia
raccoglie informazioni sulla qualità delle risorse idriche attraverso il SINA
(Sistema Informativo
Nazionale di monitoraggio Ambientale). L'APAT è integrata in un sistema a
rete, il Sistema delle Agenzie Ambientali, che conta oggi la presenza sul
territorio nazionale di 21 Agenzie Regionali e
Provinciali per la protezione dell'ambiente (ARPA ed APPA)
costituite con apposita Legge Regionale.
Vi sono inoltre i seguenti
organismi interministeriali:
Comitato per la vigilanza sull’uso delle risorse idriche
Tra i compiti fondamentali affidati al Comitato vi è quello di
garantire l'osservanza dei principi della legge di riforma dei servizi idrici,
con particolare riferimento all'efficienza, efficacia ed economicità del
servizio, alla regolare determinazione ed adeguamento delle tariffe, nonché alla
tutela degli interessi degli utenti. Per l'espletamento dei propri compiti e per
lo svolgimento delle funzioni ispettive si avvale di una segreteria tecnica,
costituita nell'ambito della Direzione Generale della Difesa del Suolo del
Ministero dei Lavori Pubblici, nonché di un Osservatorio dei Servizi Idrici,
destinato a svolgere importanti funzioni di raccolta ed elaborazione di dati
statistici e conoscitivi, ai quali è garantito un accesso generalizzato anche
per via informatica. Il Comitato risponde direttamente al Parlamento, cui
riferisce annualmente circa lo stato del settore, relativamente al servizio
idrico integrato comprensivo dei servizi di acquedotto, fognatura e depurazione,
ed è composto da sette membri che durano in carica cinque anni e non possono
essere rieletti.
Comitato Ecolabel-Ecoaudit
Il comitato verifica e
riconosce che vengano seguiti gli standard di qualità ambientale fissati
dall’Unione Europea.
Il Ministero, si occupa tra le altre, delle seguenti aree funzionali:
trattazione, cura e rappresentanza degli interessi della pesca e acquacoltura
nell'ambito della politica di mercato in sede comunitaria ed internazionale;
disciplina generale e coordinamento delle politiche relative all'attività di
pesca e acquacoltura, disciplina generale e coordinamento nazionale in materia
di grandi reti infrastrutturali di irrigazioni dichiarate di rilevanza
nazionale, nonché in materia di intervento straordinario nel Mezzogiorno e
dell’Agenzia per la promozione dello sviluppo del Mezzogiorno (ex Agensud).
Anche gli istituti di ricerca e sperimentazione del Ministero hanno competenze
tecnico-scientifiche nel settore delle risorse idriche.
Il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti svolge tra le varie funzioni e
compiti di spettanza statale a lui attribuiti anche le seguenti mansioni:
programmazione, finanziamento, realizzazione e gestione delle reti
infrastrutturali di interesse nazionale, ivi comprese le reti elettriche,
idrauliche e acquedottistiche, e delle altre opere pubbliche di competenza dello
Stato, ad eccezione di quelle in materia di difesa; navigazione e trasporto
marittimo; vigilanza sui porti; demanio marittimo; sicurezza della navigazione e
trasporto nelle acque interne; programmazione, previa intesa con le regioni
interessate, del sistema idroviario padano-veneto; aviazione civile e trasporto
aereo; Nell'organizzazione del Ministero troviamo il Consiglio Superiore dei
Lavori Pubblici. L’organizzazione del Consiglio è caratterizzata da un Ufficio
di Presidenza Generale, a cui è preposto il Presidente Generale e da sei Sezioni
alle quali sono preposti altrettanti Presidenti di Sezione. Ogni sezione ha le
proprie competenze, in particolare:
- la Seconda Sezione si occupa di: Idrogeologia, Bonifica e irrigazioni,
Sistemazioni idraulico-forestale, Tutela della qualità delle acque, Acquedotti e
fognature;
- la Terza Sezione di: Infrastrutture marittime e portuali, Difesa delle
coste;
- la Quarta Sezione: Utilizzazione di acque pubbliche
Il Ministero esegue attività di prevenzione e controllo sulle acque di
balneazione (marine e lacustri). Il Ministero predispone e redige il Rapporto
annuale di sintesi sulla qualità delle acque di balneazione, sulla base dei dati
raccolti durante il ciclo di attività della stagione balneare relativa all'anno
precedente, successivamente il Ministero, presenta i dati attraverso una
conferenza stampa. Esegue inoltre accertamenti ispettivi, controlli di stato e
analitici, accertamenti e indagini igienico-sanitarie in relazione all'ambiente.
Il D.L. 79/1995, convertito con legge 172/1995 ha demandato al CIPE il compito
di fissare criteri, parametri e limiti per la determinazione e l'adeguamento
delle tariffe del settore idrico.
La legge n. 36 del 5 gennaio 1994 nota come legge Galli ha attribuito alle
Regioni nuovi compiti riguardo alla gestione del servizio idrico integrato; in
particolare ha demandato alle regioni stesse la responsabilità nella
delimitazione e nella organizzazione degli ambiti territoriali e, soprattutto,
della creazione delle
Autorità di Ambito
Territoriale Ottimale.